Il piano ispezioni del garante

Il piano ispezioni del garante

Il decreto legislativo 101 del 4 settembre dello scorso anno, di armonizzazione delle norme dell’ordinamento italiano al Regolamento UE 2016/679, aveva tra l’altro chiesto al Garante un atteggiamento comprensivo nei confronti delle imprese pubbliche e private nazionali per i primi otto mesi di applicazione del dettato normativo. Questo tempo è da poco scaduto e si intensificheranno le ispezioni. Come avevamo già scritto lo scorso marzo, i settori su cui si concentrerà l'attenzione ispettiva del Garante dopo il 20 maggio sono: istituti di credito con particolare riferimento ai flussi legati all'anagrafe dei conti, sanità, sistema statistico nazionale (Sistan), Spid, telemarketing, carte di fedeltà, grandi banche dati pubbliche.

Quindi ora il tempo è passato; l’impresa, pubblica o privata che sia, deve essere pronta a eventuali ispezioni del Garante o della Guardia di Finanza, deve presidiare con efficacia il perimetro della gestione dei dati personali trattati, deve essere dotata di strumenti efficaci e moderni per resistere a eventuali attacchi hacker, in esito ad una seria e attenta analisi dei processi aziendali sui rischi che i dati personali trattati possono correre.
Purtroppo, nonostante la scadenza della moratoria incomba, non sembra che la sensibilità nei confronti in generale delle problematiche legate al trattamento dei dati personali sia aumentata, soprattutto come cambiamento culturale del management, pubblico o privato che sia, sull’approccio al tema, che è stato analizzato nell'interessante articolo di Fernando Rubino, che potete qui scaricare.

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