Reddito di Cittadinanza

Posizione del Garante sulle modifiche apportate al D.L.

Reddito di Cittadinanza

Con memoria alle Commissioni Lavoro e Affari Sociali della Camera dei Deputati il Presidente del Garante per la protezione dei dati personali ha fatto conoscere il 6 marzo scorso, la propria posizione sulle modifiche apportate al D.L. 28 gennaio 2019, n. 4, sul reddito di cittadinanza, in fase di conversione in legge, soprattutto alla luce di quanto già fatto presente in materia di trattamento dei dati personali con memoria dell’8 febbraio scorso, sulla conformità delle disposizioni che disciplinano il RdC alla normativa in materia di protezione dei dati personali.

In sostanza, il Presidente esprime la propria soddisfazione per il recepimento da parte del legislatore, nella conversione del decreto in legge, della gran parte delle osservazioni rese, o direttamente modificando l’assetto normativo della legge di conversione o demandando a successivi atti regolamentari, da emanarsi previa consultazione con il Garante, l’applicazione pratica di taluni complessi meccanismi di tutela, mediante la predisposizione di misure di sicurezza tecniche e organizzative idonee alla protezione delle informazioni dal rischio di accessi abusivi o attacchi informatici.

In particolare, è stato istituito un unico sistema informativo per il RdC, onde facilitare i controlli e la protezione dei dati, cedendo ad esso solo le informazioni strettamente necessarie all’attuazione della misura (c.d. principio di minimizzazione dei dati); l’interoperabilità tra i vari sistemi che compongono l’unico sistema informativo verrà stabilita con Decreto da emanarsi previo parere del Garante.

E’ stato ridimensionato, sulla base delle osservazioni del Garante, il sistema di monitoraggio delle spese che è possibile effettuare con la card messa a disposizione del soggetto beneficiario, in modo che i controlli vengano effettuati sui soli importi complessivamente spesi e prelevati secondo modalità definite con Decreto, previo parere del Garante; inoltre, non è più contemplata la possibilità che le scelte di consumo fatte dai soggetti titolari delle card vengano sottoposte a valutazione di soggetti terzi, anche se la finalità è quella di rilevare anomalie sanzionabili a norma di legge.

E’ stato rivisto l’intero sistema riguardante la disciplina del rilascio delle attestazioni ISEE, che a parere del Garante esponeva a rischi di accessi abusivi anche soggetti inconsapevoli, non interessati al beneficio, in quanto consentiva, seppure indirettamente, l’accesso all’archivio dei rapporti finanziari dell’Agenzia delle Entrate.

Infine, i controlli da parte del Ministero del Lavoro su eventuali comportamenti fraudolenti saranno effettuati consentendo agli Ispettori l’accesso alle informazioni nella disponibilità dell’INPS. L’elenco delle informazioni potrà essere integrato con Decreto da adottarsi previo parere del Garante.

Al Garante permangono perplessità sulle modalità tecniche di implementazione del sito web del Governo dedicato al RdC, in particolare per la trasmissione a terzi dei dati di navigazione dei visitatori del sito medesimo (indirizzi IP e orari di connessione), con ciò che comporta in termini di rischi  di profilazione, a tutela dei diritti dei cittadini.

Fernando Rubino

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